Brasil Trentino

Trentini in Brasile

L’“epopea tirolese” ebbe inizio nel 1875 con l’arrivo di migliaia di tirolesi meridionali dell’allora Tirolo Italiano, oppure Welschtirol. La cosiddetta “Spedizione Tabacchi” organizzata dal trentino Pietro Tabacchi ha portato le prime famiglie di tirolesi della Valle dell’Adige e Valsugana e italiani (sopratutto veneti) che si sono stabiliti a Santa Teresa, Espirito Santo.

Una delle cause principali dell’emigrazione tirolese è stata la crisi delle aziende agricole e del sistema economico dei contadini. Dopo l’annessione del Lombardo-Veneto al Regno d’Italia, la crisi agricola diventò un grosso problema. Migliaia di contadini che lavoravano presso le proprietà rurali dei “signori del Tirol” (nobiltà locale) non possedevano più che poche terre e non potevano guardare un futuro per i loro figli.

L’economia locale soffriva ancora con l’embargo italiano nei confronti del Tirolo e dei suoi prodotti (una “risposta” italiana alla guerra del 1866), mentre il servizio militare austriaco obbligava i giovani maschi a restare troppo a lungo lontano da casa. La situazione ha causato un vero ostacolo all’economia familiare contadina nel Tirolo Italiano. Anche la Chiesa guardava nell’emigrazione la migliore alternativa alla crisi e le azioni di Don Guetti con la cooperazione sono di questo ‘amaro’ periodo. In molti luoghi la mancanza di uomini costringeva le donne a prendersi cura della economia familiare e ciò veniva visto dai preti come qualcosa di indecente o abusivo.

Tra il 1870 e il 1889 solo i Welschtiroler emigrati in America sono stati 23.846, quasi il 7% della popolazione dell’attuale Provincia autonoma di Trento. La maggioranza dei Tirolesi si è stabilita in Brasile, Argentina, Messico e USA. Tanti si sono trasferiti in Australia con altri austriaci sopratutto della Boemia, Bucovina e Galizia. Un altro 8% della popolazione emigrò verso altre terre dell’Impero Austro-Ungarico (Vorarlberg, Boemia, Ungheria) o verso altre nazioni europee (Impero tedesco, Francia, Svizzera e Bosnia).

Il Brasile – la terra della cuccagna

Il Brasile è stato il paese che ha ricevuto la maggior parte degli immigrati tirolesi, sopratutto tra gli anni 1870 e 1940. I gruppi si stabilirono nelle allora province (oggi stati federali) di Espírito Santo, São Paulo, Paraná, Santa Catarina e Rio Grande do Sul, ma anche in Rio de Janeiro, Minas Gerais e Bahia (Grosselli, 1986). Questi coloni erano per lo più contadini, persone semplici con tante speranze e che hanno cercato migliori condizioni al di fuori delle montagne del Tirolo. Arrivarono in Brasile con il sogno di “catàr la cucàgna” o semplicemente “far l’America”, cioè, prosperare e assicurare lavoro e benessere per le loro future generazioni.

Il governo asburgico non era favorevole all’emigrazione a causa delle notizie che arrivavano della Germania. Altrettanto, quelle che arrivavano delle colonie brasiliane dimostravano che i coloni avevano molta speranza, perché si parlava di prosperità e di lavoro. Le compagnie d’emigrazione, come la Caetano Pinto, promettevano migliori condizioni di vita ai contadini del Tirolo e del Settentrione Italiano (sopratutto del Veneto) e, mentre il governo italiano guardava l’emigrazione come una “soluzione” alla crisi, il governo austriaco cercava di bloccarla, ma senza successo.

L’emigrazione europea ha lasciato segni profondi nella società brasiliana, portando un sistema sociale molto diverso da quello finora esistente in Brasile. Lo spirito imprenditoriale degli immigrati ha dato origine a paesi e città, ha trasformato paesaggi ed ha portato nuovi linguaggi. Questo si vede soprattutto negli stati del Sud e Sud-Est, dove si è stabilita la maggior parte degli immigrati.

In Brasile ci sono città in cui il dialetto “trentino” è ancora parlato dai discendenti, sopratutto dai più vecchi e in tante località viene ancora chiamato dialèt tirolés ma anche taliàn (nelle zone dove ci sono coloni tedeschi). Vale ricordare che la parola “trentino” arrivò in Brasile appena nel 1970, con le commemorazioni del centenario dell’emigrazione.

(mappa e informazioni fornite gentilmente dal Prof. Dr. Everton Altmayer; email: prof.altmayer@gmail.com)

Questo video, realizzato in Brasile da discendenti trentini, dà l'idea del lavoro, della sofferenza e dell'orgoglio di tanti nostri nonni che sono partiti verso la terra della cuccagna.

Il Paese della Cucagna

Pubblicato da Giovane Manfrin Pasuch su Giovedì 4 febbraio 2016


Qui sotto altri video realizzati in Brasile che raccontano l'epopea dell'emigrazione italiana nel grande continente sudamericano.

Nova Trento - Santa Catarina Rodeio - Santa Catarina
Vale Trentino - Rio Grande do Sul Emigrazione Italiana in Brasile